Grande partecipazione a Cortona per il primo Focus Group

Operatori della filiera turistica, istituzioni, soggetti della mobilità, Terzo Settore e comunità locale a confronto per definire il modello di accoglienza inclusiva lungo il percorso storico.

Si è svolto ieri, mercoledì 7 ottobre, presso l’Area Archeologica del Sodo a Cortona, il Focus Group di animazione territoriale promosso nell’ambito del progetto Via Libera 2.0 – Accessibilità sui Cammini Toscani. L’incontro ha riunito operatori della filiera turistica, della mobilità, rappresentanti delle istituzioni e del Terzo Settore dei territori di Cortona e Castiglion Fiorentino, confermando come un cammino diventi realmente accessibile solo quando l’intera comunità che lo attraversa decide di diventarlo. Il progetto, ideato e gestito dalla Cooperativa Itinera di Livorno, è realizzato nell’ambito del programma “Toscana Regione Accessibile a Tutti“, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per la Disabilità e della Regione Toscana.

I lavori sono stati aperti e presentati da Daniela Vianelli, presidente di Cooperativa Itinera, Valentina La Salvia, responsabile di progetto, e Marco Lulli, architetto responsabile della mappatura dei percorsi. Sono intervenuti anche Pietro Zucchini, funzionario dell’ufficio turistico di Cortona e Sergio Angori, membro del comitato tecnico dell’Accademia etrusca per la gestione del patrimonio museale. Al centro dell’iniziativa c’è stata la presentazione dello studio di mappatura svolto sulla tappa Pieve di Sassaia – Cortona (29,89 km) e l’ascolto delle osservazioni emerse direttamente dagli attori locali durante il focus group.

L’incontro ha permesso di far emergere necessità, punti di forza e limiti del sistema d’accoglienza, ponendo le premesse indispensabili per i workshop di Travel Design in programma a novembre. In questa successiva fase operativa, curata dalla specialista Francesca Pozzan, gli operatori saranno guidati nella costruzione di veri e propri pacchetti turistici inclusivi pronti per il mercato. L’appuntamento si è sviluppato attraverso tavoli di lavoro dedicati a ospitalità, ristorazione, servizi culturali, logistica, la presentazione della roadmap strategica del progetto e un aperitivo di networking per consolidare le sinergie locali.

L’importanza del percorso di ascolto e il valore dell’accessibilità sono stati ribaditi dalle parole dei partecipanti al tavolo di lavoro:

Pietro Zucchini, funzionario dell’ufficio turistico di Cortona, ha evidenziato l’impatto civile dell’iniziativa:

“Rendere fruibile a tutti un tratto del Cammino di San Francesco con un progetto come Via Libera significa rispondere a esigenze espresse da parte delle persone e dei turisti. Ma, soprattutto, significa compiere un atto di democrazia”.

Sulle ricadute economiche e sull’evoluzione della domanda turistica si è soffermato Jacopo Canestrelli di Confcommercio Cortona:

“Al di là del fondamentale aspetto etico che riguarda le persone con disabilità o ridotta mobilità, è ormai chiaro che l’accessibilità è anche un tema turistico. Basta pensare ai visitatori provenienti dagli Stati Uniti, molto numerosi nell’area di Cortona. Questi hanno un’età media anche superiore ai settanta anni. Queste persone richiedono e necessitano di un servizio di un certo tipo. Già prima di partire si informano per sapere se Cortona è accessibile o meno tenuto conto delle loro capacità di movimento”.

Il valore del coinvolgimento diretto delle persone con disabilità è stato richiamato da Miriam Pellegrini, presidente dell’associazione paratetraplegici aretini:

“L’accessibilità è uno dei concetti cardine della Costituzione Onu per i diritti delle persone con disabilità. Un’opportunità come quella di contribuire a un progetto come Via Libera è di fondamentale importanza. Essa risponde infatti al principio base della nostra azione sociale: ‘Niente su di noi che sia senza di noi’. Progettare per persone con disabilità senza chiamarle in causa significa non rendersi conto della distanza tra i riferimenti di legge e la reale accessibilità e fruibilità di un luogo”.

Via Libera 2.0 unisce l’abbattimento delle barriere fisiche a un’innovativa comunicazione accessibile — con guide in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), video in LIS, virtual tour e strumenti multimediali — per garantire il diritto al viaggio a persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive, anziani, famiglie e viaggiatori con esigenze specifiche. Oltre alla tappa del Cammino di San Francesco, l’intervento coinvolge altre tre tappe strategiche della Toscana (sul Cammino di San Jacopo e sulla Via Francigena) nei territori di Lucca, San Giuliano Terme, Pisa, Livorno, Massa, Pietrasanta e Camaiore.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti sul progetto: Cooperativa Itinera – Livorno, +39 0586 894563 – [email protected] – www.vialiberatoscana.it.

Cooperativa Itinera: da trent’anni motore di cultura, turismo e innovazione sostenibile

Dal 1996 rappresenta un punto di riferimento nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale e del turismo sostenibile. Nata a Livorno, la struttura ha saputo evolversi unendo le competenze originarie del marketing applicato ai beni culturali con la didattica, l’innovazione socioculturale e una solida esperienza nella progettazione territoriale, rafforzata nell’ultimo decennio da importanti progetti di cooperazione europea.

Itinera conta oggi circa 180 professionisti che lavorano in équipe multidisciplinari, offrendo a soggetti pubblici e privati servizi di progettazione, promozione e comunicazione. Al centro del suo lavoro c’è una visione integrata di cultura e turismo come motori di partecipazione sociale e sviluppo locale. Grazie all’esperienza diretta sul territorio, la cooperativa trasforma l’identità dei luoghi in proposte turistiche innovative, inclusive e accessibili, sperimentando strumenti che rendono il patrimonio coinvolgente per ogni tipo di pubblico.