Via Francigena, una comunità a confronto per un turismo senza barriere

Ampia adesione a Pietrasanta per il Focus Group di “Via Libera 2.0”: un’importante occasione di dialogo e collaborazione per la tappa 26 Massa–Camaiore

Si è svolto ieri a Pietrasanta l’appuntamento con il Focus Group di animazione territoriale, promosso nell’ambito del progetto Via Libera 2.0 – Accessibilità sui Cammini Toscani.

L’incontro ha riunito operatori della filiera turistica, della mobilità, rappresentanti delle istituzioni e del Terzo Settore dei territori di Massa, Pietrasanta e Camaiore, per condividere esperienze e costruire un modello di accoglienza inclusivo lungo la Via Francigena.

Il progetto, ideato e gestito dalla Cooperativa Itinera di Livorno, è realizzato nell’ambito del programma “Toscana Regione Accessibile a Tutti“, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per la Disabilità e della Regione Toscana.

I lavori sono stati aperti e presentati da Valentina La Salvia, responsabile del progetto che ha sottolineato che il Focus Group è un’importante occasione di confronto con i territori: “Mettere intorno allo stesso tavolo competenze ed esperienze diverse significa individuare bisogni concreti, condividere soluzioni e promuovere una cultura dell’accessibilità che coinvolga l’intera filiera turistica e la comunità locale. L’obiettivo è fare in modo che i cammini toscani siano sempre più opportunità di incontro, scoperta e partecipazione per tutti”. Presenti all’incontro anche Giulia Ventura, del coordinamento progettuale e Marco Lulli, architetto responsabile della mappatura dei percorsi. 

L’appuntamento si è articolato attraverso tavoli di lavoro dedicati all’ospitalità, alla ristorazione, ai servizi culturali e alla logistica, affiancati dalla presentazione della roadmap strategica del progetto per consolidare le sinergie locali e favorire nuove collaborazioni lungo la 26ª tappa della Via Francigena, da Massa a Camaiore (28,52 km).

Alcune delle testimonianze raccolte durante l’incontro hanno messo al centro il pellegrino, protagonista di un’esperienza di viaggio che attraversa territori e comunità, frequentando tappe che rappresentano importanti punti di sosta e incontro.

L’inclusività dei cammini si costruisce non soltanto attraverso la fruibilità dei percorsi, ma anche grazie alla qualità dell’accoglienza, all’accessibilità dei servizi e alla possibilità di vivere esperienze culturali e di socialità, rispondendo concretamente alle esigenze di chi cammina.

Daniela Bonuccelli, dell’Associazione Amici della Via Francigena Pietrasanta APS, ha raccontato l’impegno nella promozione del cammino e dei punti di accoglienza sul territorio, come quello presso la Chiesa di San Francesco:

“E’ fondamentale che chi percorre la Via Francigena possa trovare luoghi e persone capaci di offrire ascolto e ospitalità, in cui ciascuno possa sentirsi accolto e vivere pienamente il cammino. Per noi il valore più autentico è proprio questo: un percorso non soltanto geografico e culturale, ma soprattutto umano, capace di creare relazioni e opportunità per tutti”.

Un’accoglienza inclusiva passa anche dalla possibilità di accedere a servizi come la ristorazione, a costi sostenibili. Lo ha sottolineato Pina Bucci, dell’Associazione La Nuova Selvaiana di Capezzano Pianore, che ospita i pellegrini offrendo loro un luogo in cui sentirsi a casa:

“Vorremmo ampliare i servizi, offrendo anche la possibilità di consumare un pasto. Crediamo che l’accoglienza passi anche dalla tavola e che sia importante garantire un’alimentazione di qualità a prezzi accessibili”.

L’importanza dell’accessibilità alimentare e della sostenibilità è stata sottolineata anche da Silvia Callarelli di Amasia, attività che propone alimenti e prodotti sostenibili, oltre a iniziative e laboratori:

“Crediamo che il cibo debba essere accessibile a tutti e che proposte semplici e sostenibili possano offrire ai pellegrini una pausa piacevole e accogliente. Molti ospiti tornano con piacere e vorremmo ampliare questa esperienza creando, nel nostro giardino, uno spazio dove i camminatori possano riposarsi e ricaricare le energie”.

Anche i luoghi della cultura possono contribuire a rendere il viaggio più inclusivo, trasformandosi in tappe di scoperta e partecipazione. Alessandra Lorieri, del Complesso di Sant’Agostino, ha evidenziato il ruolo del museo nel collegare il patrimonio artistico di Pietrasanta all’esperienza dei pellegrini lungo la Via Francigena:

“Come museo, lavoriamo per rendere questa esperienza accessibile a pubblici diversi: abbiamo proposto percorsi tattili nel Museo dei Bozzetti, rivolti anche alle persone non vedenti. Il cammino è anche un’opportunità di incontro con l’arte e il territorio. Per questo è importante che luoghi culturali come il nostro possano accogliere tutti, offrendo occasioni di scoperta, partecipazione e conoscenza”.

Queste esperienze, diverse ma complementari, restituiscono il senso del confronto promosso da Via Libera 2.0: fare del cammino un’esperienza realmente aperta a tutti, attraverso una rete territoriale in cui ospitalità, alimentazione, cultura e servizi si integrino per rispondere ai bisogni dei pellegrini, valorizzare le comunità locali e superare gli ostacoli alla partecipazione. In chiusura un momento conviviale proprio per stringere nuove collaborazioni e consolidare le sinergie locali.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti sul progetto: Cooperativa Itinera – Livorno, +39 0586 894563 – [email protected]  – www.vialiberatoscana.it .

Cooperativa Itinera: da trent’anni motore di cultura, turismo e innovazione sostenibile

Dal 1996 rappresenta un punto di riferimento nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale e del turismo sostenibile. Nata a Livorno, la struttura ha saputo evolversi unendo le competenze originarie del marketing applicato ai beni culturali con la didattica, l’innovazione socioculturale e una solida esperienza nella progettazione territoriale, rafforzata nell’ultimo decennio da importanti progetti di cooperazione europea.

Itinera conta oggi circa 180 professionisti che lavorano in équipe multidisciplinari, offrendo a soggetti pubblici e privati servizi di progettazione, promozione e comunicazione. Al centro del suo lavoro c’è una visione integrata di cultura e turismo come motori di partecipazione sociale e sviluppo locale. Grazie all’esperienza diretta sul territorio, la cooperativa trasforma l’identità dei luoghi in proposte turistiche innovative, inclusive e accessibili, sperimentando strumenti che rendono il patrimonio coinvolgente per ogni tipo di pubblico.